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Un giorno, passati i sessanta, mia moglie mi parla di un corso di scrittura creativa. Sono curioso, ci provo. Da lettore posso passare a scrittore, o qualcosa di simile. Quelli che trasporto sul mio blog Lapis Haematites sono gli esercizi in classe e a casa concepiti, seguiti e corretti da Antonella Iadicicco, la maestra. Sono le aperture verso mondi inesistenti, a volte tanto vicini altre così lontani. Che piacevole fatica aprire i varchi attraverso i quali prendono forma luci, suoni, odori, persone, fatti. Come in un diario lascio qui i miei viaggi. Se qualcuno tra i lettori saprà farli entrare in se per pochi minuti, sarà mio piacere aver regalato piccole emozioni.
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lunedì 20 ottobre 2014

25 ANNI DI REAL WORLD

Era il 1989 quando il gigante della musica chiamato Peter Gabriel decideva di inventare una etichetta discografica chiamata Real World, il mondo vero. La caratteristica era ed è quella di aprirsi ai suoni più disparati provenienti dai mille e più angoli del mondo conosciuto.
Oggi forse non si capisce appieno la rivoluzione che iniziò in quell'epoca dove il rock inglese, e non solo, usciva da due decenni di predominio e grandi successi. Di quello che si suonava in Senegal od in Afganistan non se ne sapeva molto ed era anche difficile da trovare ed ascoltare.
Da buon visionario Gabriel capì che il mondo si stava velocemente restringendo, da lì a poco il web avrebbe fatto la sua parte. La forza rivoluzionaria di aprire al grande pubblico melodie ed armonie spesso tanto sconosciute se non indigeste ai più, fu subito chiara. Come fu anche chiaro che quella non sarebbe stata una operazione commercialmente redditizia.

Una storia lunga un quarto di secolo che oggi comprende un vecchio mulino in riva al lago con giardini delimitati dal fiume, dove poter contare su varie sale di registrazione, tecnici e qualche stanza dove musicisti che vengono da lontano possono riposare.
Ed in questa straordinaria storia musicale troviamo un vero mondo di suoni. Da quelli tradizionali a quelli attuali fino a sponde sperimentali.

Per il festeggiare il venticinquennale ecco uscito un triplo cd con 48 pezzi ed altrettanti artisti con un libricino di 28 pagine al prezzo di 16,60 euro acquistabile sul sito https://realworldrecords.com/
Da non perdere il sito celebrativo http://25.realworldrecords.com/ con commenti e video.



giovedì 25 settembre 2014

PREMIO NAZIONALE LOANO 2014

Non sono mai stato a Loano in Liguria. Eppure mi riprometto, a dieci anni dalla prima edizione del festival, di andarci. Magari durante lo svolgimento del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana, normalmente in estate.
Faccio parte immeritatamente di una vasta giuria di addetti ai lavori che seleziona tra le ultime migliori produzioni dell'anno precedente, quelle che ritiene più idonee. Personalmente ogni anno soffro ogni esclusione che debbo fare, passo serate ad ascoltare e riascoltare, credo di non amare le classifiche. Insomma debbo forzarmi a pensare che sia un gioco...
Nel 2014 si è svolta la decima edizione, leggo di grande partecipazione di pubblico, spero tanto sia vero. Questi musicisti tengono alta la musica italiana tradizionale, riproponendola a volte così com'era, altre con influenze, venature, sonorità più attuali.

 I premi 2014:

- Premio Miglior Album 2013: "Terra Ca Nun Senti" di Rita Botto e Banda di Avola

- Premio alla Carriera: Peppe Barra

- Premio Realtà Culturale: Mauro Balma

Queste le motivazioni ufficiali.

"La giuria del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana ha assegnato il Premio Miglior Album 2013 al disco “Terra ca nun senti” (Recording Arts 50-07) di Rita Botto e Banda di Avola.
Il riconoscimento alla migliore produzione musicale del 2013 è stato decretato da una prestigiosa giuria composta da oltre sessanta giornalisti musicali.


La forza espressiva e versatile della voce di Rita Botto, la freschezza e il vigore della Banda di Avola e un repertorio che attraversa la Sicilia come se fosse – e in gran parte, come è – la Terra della Musica fanno di “Terra ca nun senti” un’esperienza straordinaria, fatta di passione, studio, spontaneità e poesia. Due entità artistiche importanti della storia dell’Isola, quella del canto e della bandistica popolare, si incontrano e si amalgamano perfettamente, dimostrando, ancora una volta, che la vera tradizione è sempre in viaggio, è sempre un incontro e un dialogo ed è sempre esaltante scoperta.


Assegnati dalla direzione e dall’organizzazione del Premio Città di Loano anche il Premio alla Carriera e il Premio alla Realtà Culturale 2014.


Il Premio alla Carriera 2014 sarà consegnato a Peppe Barra con la seguente motivazione:
“A Peppe Barra per aver saputo interpretare il canto e la vena popolare e fiabesca di una città come Napoli, posta di fronte ai suoi problemi e alla sua ricchezza artistica, senza mai rinunciare a una visione colorata, surreale, assolutamente personale di qualsiasi argomento o testo portato in scena e interpretato. Peppe Barra non è semplicemente una maschera, ma, di volta, in volta un grande attore, un grande cantante, un grande narratore e un ricercatore in quell’ambito che è la tradizione, non solo partenopea. È riuscito ad annodare fili che vanno dal nostro medioevo fino all’età contemporanea, con una vena estremamente felice e contagiosa. Una carriera che lo ha reso un classico contemporaneo senza che questo abbia mai arrestato la sua continua evoluzione e la sua insaziabile curiosità”.


Il Premio Realtà Culturale 2014 è stato assegnato a Mauro Balma con la seguente motivazione:

“A Mauro Balma per il suo lavoro ultratrentennale e meticoloso su un territorio stratificato e complesso come quello della Riviera e dell'Appennino Liguri. Un lavoro in cui ha coinvolto ogni forma di documentazione (cartacea, fonografica, audiovisiva) per dare ai depositari della cultura orale di quelle zone una voce piena, non mediata da terzi o dal sentito dire. Oltre a questo, l'elaborazione del materiale che ha raccolto nel corso del tempo ci ha permesso di poter tracciare un quadro sempre più dettagliato e vivo delle tradizioni musicali della nostra regione e delle loro sfaccettature, ancora in divenire o in continua rielaborazione”..  

Ecco un video di ottima fattura registrato presumibilmente ad Avola in cui Rita Botto e La banda di Avola interpretano "Cantu e Cuntu", un pezzo della cantautrice e poetessa siciliana Rosa Balistreri, grande voce e vita tra romanzo e tragedia.




Peppe Barra di nuovo con la NCCP a Napoli per il suo 70° compleanno .






venerdì 19 settembre 2014

Robert Plant Lullaby and...The Ceaseless Roar

Queste canzoni sono un'ode alla vita, all'amore ed alla fragilità dell'avventura che vivi senza saperlo e senza colpa”. Questa in sintesi la presentazione da parte di Robert Plant al suo ultimo disco La Ninnananna ed il Ruggito Incessante, Lullaby and… The Ceaseless Roar . Canzoni “croccanti e grintose” come ci anticipava in estate. Ora a settembre 2014, uscito da pochi giorni il cd, mi trovo stranamente d'accordo.
E' raro che un mostro sacro del rock, arrivato alla bella età di 66 anni, non mi riesca a deludere con nuove uscite discografiche. Quasi mai il peso del passato, il confronto, e l'età, lasciano libere le vene della creatività, della scoperta, della vitalità e della curiosità. Che sono alcune strade maestre del rock e della musica in generale.
Ebbene questo Mr Plant, votato poco tempo fa come miglior voce rock di tutti i tempi, è ancora una pietra angolare.
Dopo essere stato il precursore hard'heavy dal '68 in poi coi Led Zeppelin, si fa portavoce dell'evoluzione del rock verso il mondo. Africa, bluegrass, folk inglese, suonati come fossero acqua corrente dagli ottimi musicisti che lo accompagnano ormai da qualche anno: The Sensational Space Shifters.
Lui nei suoi concerti canta ancora tanto repertorio Zep che, incredibile!, suona benissimo insieme alle ultime creazioni.
Il nuovo cd è tutto su ottimi livelli, 11 canzoni 9 scritte da Plant, registrato negli studi Real di un altro che non scherza: Peter Gabriel. Dai primi ascolti (ma ai secondi già cambio) metterei poco sopra Stolen Kiss o Pocketful of Golden o Embrace Another Fall. In più, ad onorare la ricerca etno musicale, Little Maggie, qui in versione live durante il concerto di Glastonbury di questa estate (poco prima dell'uscita dell'album).



venerdì 20 aprile 2012

Strepitz & Paolo Tofani

"Sounds of..." è il nuovo cd degli Strepitz accompagnati da Paolo Tofani. Un raro esperimento musicale dove passano nuvole cariche di sperimentazione, prog anni '70 attualizzato, folk, tradizionali, canti devozionali ed improvvisazione.
Possibile?

Gli Strepitz sono un gruppo friulano formatosi nel 1999, come spesso accade figlio di altre esperienze sonore. Mi sembra ci sia un filo ad unire Giovanni Floreani, Ermes Ghirardini, Lorenzo Marcolina e Paolo Viezzi: la ricerca di uscire dal consueto, dal conosciuto. Come quando da bambini cerchiamo sempre nuovi giochi, non per ingenuità ma per quella saggezza forse dimenticheremo.
Riecheggia l'idea di concept album, a volte intellettuale altre più popolare.
Il loro nome significa strepitìo, mescolanza di rumore, confusione: cosa di meglio per la musica?

L'ascolto a cui vi invito ha bisogno di tempo, non può essere relegato all'automobile o ad un sottofondo al lavoro. Deve essere consapevole. Parallelamente lo sento giocoso e divertente.
6 pezzi variabili dai 3 ai 15 minuti, generalmente in carnico parlato (tradotti nel libretto in koinè o friulano standard ed in italiano) e temi che spaziano tra vecchie filastrocche e nuovi racconti. Tutti legati magicamente da una comune visione delle cose della vita "Strepit"osa.

Doverosa annotazione sulla confezione del cd dove ritroviamo la stessa cura, bellezza e volontà di far passare le idee. Niente plastica solo carta e cartoncino con cd e 60 pagine di foto e presentazioni.

Infine Paolo Tofani. Chi non ricorda gli Area, forse soprattutto dell'epoca di Demetrio Stratos? Dopo quella ed altre vite musicali ha passato 30 anni a ricercare/si tra le vie dello spirito come Monaco Vaisnava. Oggi lo ritroviamo sul palco con gli Strepitz, con Area Reunion e da solo con la sua chitarra a tre manici (Trikanta Veena).






Link per chi vuol saperne di più:
Giovanni Floreani
Ermes Ghiradini
Lorenzo Marcolina
Paolo Viezzi

martedì 27 settembre 2011

Bededeum - Oltre il sipario

"Oltre il sipario" del 2008 album dei Bededeum, gruppo toscano di folk prog. che si presta a diversi ascolti ed a differenti suggestioni.
La prima, puramente ottica, riguarda il cd con una figura stampata che ricorda un piccolo 45 giri (chi non li ricorda può chiedere a qualche "anziano" di casa). La seconda ci riporta ai concept album. Cioè quei dischi in cui dalla prima all'ultima traccia si segue un'idea, descrivendola ed approfondendola. La terza riguarda l'aspetto puramente musicale, strumentale e vocale, intriso di Irlanda, musiche celtiche, suoni medievali. Strumenti tradizionali e non, tecnologia e storia.
Dieci storie chiamate "Ritratti". Il primo è uno strumentale che parla delle loro terre, Carrara ed i suoi marmi. Il secondo è l'immagine di un uomo incatenato sul ponte di una nave, arrangiamento di una canzone di Bobby Sands, volontario dell'IRA, Back home in Derry. Il  terzo ritratto riguarda "Geordie" altro tradizionale ripreso anche da De Andrè. Il quarto ritratto parte da un episodio descritto da Remarque in Niente di nuovo sul fronte Occidentale dove un soldato tedesco uccide un giovane coetaneo francese, il tipografo Gerad, e viene divorato dai sensi di colpa. Il pezzo narra dell'ultima lettera scritta a casa da Gerard.
Il quinto gioca con Pee-Wee, una bimba, una severa istitutrice ed un'altro tradizionale irlandese Merrily kiss the quaker. Il sesto ritratto è dedicato alla figura del bohemien maledetto. Il settimo ricorda una tragedia sul lavoro accaduta nel 1911 in una cava di marmo di Bettogli, vicino Carrara. L'ottavo è la storia di una donna che ha attraversato il mare, migrando nella speranza di una vita migliore, trovando invece la disperazione del marciapiede. Il penultimo ritratto è quello di un vecchio signore in cima alla scogliera che guarda una nave mercantile entrare in porto. Infine il decimo si rammenta di Salvatore, lo sfortunato dolciniano della versione filmica del libro di Eco Il nome della rosa. Messo al rogo in quanto debole e diverso, soffia sul fuoco cercando di spegnerlo ed accenna la melodia di una ninna nanna.
Un lavoro dedicato alla memoria di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.

venerdì 10 dicembre 2010

Nuove uscite discografiche

La CRAMMED DISCS è una etichetta interessante. Mi hanno inviato un po' di nuove cosette da ascoltare.
Eccone una veloce carrellata corredata di video...così ci facciamo un'idea !!


MEGAFAUN. Gruppo di chiara matrice statunitense tra folk, country, rock. Menestrelli dalle splendide copertine psichedeliche. In uscita HERETOFOR secondo mini album




KONONO N 1. E' una street band congolese. In uscita il secondo album. Strumenti fatti in casa,  tradizionali, chitarre elettriche, tante percussioni. Impossibile restare fermi ai loro concerti. Si trovano video di live tenuti in tutta europa. Questo è un video ufficiale per la BBC registrato per il Gilles Peterson Show su bbc radio 1




LONELY DRIFTER KAREN.  In uscita FALL OF SPRING.
Quando ascolto la voce della giovane viennese sembra di immergermi in un mondo antico di favola e fantasia. Musica essenziale ed originale. Questo è il video del primo cd THIS WORLD IS CRAZY. Come non essere d'accordo?



AXEL KRYGIER,
 Pesebre è il nuovo album. Cantante, compositore, produttore e multi-strumentista, AXEL KRYGIER è una figura centrale nella scena musicale alternativa in Argentina. E’ considerato il protagonista del “rinascimento” musicale argentino. Ha suonbato in rock band e composto musiche per il cinema.  "Pesebre" è la sua prima uscita internazionale: incrocio fra jazz, rock, elettronica, cumbia, folclore argentino, experimental music. Il video relativo, onirico ed innovativo, ha un coretto di capre e pecore...