La porta di casa viene colpita rumorosamente dall'esterno finché si apre, era chiusa ma senza arrivare a far scattare la serratura, maledetta abitudine di campagna. Sono a pranzo con moglie e figli. Sto tagliando qualche altra fetta di pane con un grosso coltello, non lo lascio sul tavolo e mi affretto a vedere chi è entrato in casa: - vai a vedere, ho paura!- mi si dice mentre mi allontano.
La porta è aperta ma non vedo nessuno, abbasso lo sguardo ed incrocio quello di una delle nostre gallinelle. Gira subito alla sua destra e si nasconde tra un muro ed un mobile.
Come ha fatto ad avere la forza di aprire quella porta finestra talmente dura da rimanere chiusa anche senza maniglia? E perché è entrata? In tanti anni è la prima volta.
Ho paura di aver capito. Mi precipito fuori a cercare le altre, non è facile, dove saranno? In lontananza vedo due cani che non conosco. Si affannano vicino a qualcosa, mi avvicino, è un mucchietto di piume, e poi la sagoma di una gallina capovolta distesa a terra. Non si muove più. Urlo, lancio dei rami contro i cani che svicolano e scappano.
Mai visti cani che attacchino galline, sono abituato a volpi e faine, clienti quasi abituali.
Una conseguenza nascosta di abbandoni subiti da animali acquistati per gioco.
Uscendo di corsa sono riuscito ad evitare lo scempio della gallina morta, ma in realtà il merito è di quella piccola testa di gallina che ha pensato di salvarsi entrando in casa, senza sbagliare l'anta contro la quale spingere e battere, senza sbagliare finestra, dandomi l'allarme.
Lei e la sorella, che troverò più tardi nascosta nella siepe, già mi stupivano prima del fatto.
Solo loro mi seguono appena libere fino a davanti casa, dove evidentemente mi vedono entrare fino ad aver memorizzato. Mi seguono perché hanno capito che lì trovano briciole e piccoli avanzi che derivano dalla tovaglia del giorno prima. E mi seguono come fossero addestrate a starmi affianco: se mi fermo si fermano, quando riparto fanno altrettanto.
Ho voluto scrivere questa esperienza perché la trovo fuori dal "mio" comune, a testimonianza di un post precedente su una fattoria americana che tratta gli animali da fattoria in maniera umana. E' bene riflettere sull'emotività ed affettività di animali dai quali non ce ne aspettiamo.
1 commenti:
Da questa storia bella e triste - e da altre che conosco - traggo due conclusioni:
1) contro la piaga del randagismo (inciviltà italica) non si farà mai abbastanza
2) Tieni care le due gallinele e anche le altre. E' certo che gli animali soffrono, e anche che hanno una loro vita emotiva e intelligenze e astuzie. Non per niente sono vegetariana da 30 anni giusti. E almeno questo è fonte di gioia per me.
MARINELLA
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