sabato 27 ottobre 2007

GIANCARLO PARISI TRA MULTICULTURA E ETNO-FOLK


scarica, salva con nome e diffondi Dur: 30.32min Dim: 20,9MB

Giancarlo Parisi, musicista siciliano. Dopo la riscoperta delle tradizioni musicali sicule, dopo la precedente esperienza milanese con PFM e Finardi, dopo l’uscita due anni fa di “Asino Siculo” degli Asteriskos, ci parla di nuovi progetti e multiculturalità.

Pra: Sei una delle voci, dei musicisti della Sicilia. Dalla PFM fino al Folk-Rock. C’è un peso differente tra la musica “commerciale” e quella “tradizionale”?
-GP: Nei tour con PFM, Finardi, De Andrè od adesso con Carmen Consoli, c’è una visibilità diversa rispetto al progetto Asteriskos, ad esempio.
PRA: però stiamo, con il folk etno rock guadagnando terreno…
-GP: è vero, il prodotto commerciale dura uno o due mesi. Asteriskos invece ci da risultati nel tempo, non siamo vittime di mode o prodotti di consumo
PRA: come nasce Asteiskos?
-GP: Con Massimo Laguardia e Tanino Lazzaro ci siamo conosciuti nella Taberna Milensis, gruppo precursore della rinascita folk in Sicilia, poi ho avuto l’idea di Asteriskos, sono l’autore dei brani ed il collante del gruppo. Oggi Massimo ha preso una sua strada solista ed è stato sostituito da Giacomo Farina dei Koncertu. Con la voce di quel gruppo Faisal Taher sto scrivendo materiale nuovo in siciliano ed in arabo.
PRA: Quanto è importante la passione?
-GP: Si, musica e vita e passioni condivise, sono essenziali. La nostra non è musica con ritorni commerciali. Io sono rientrato a Catania due anni fa, dopo venti anni a Milano. C’è una nuova passione per l’etno-folk, vedi anche Carmen Consoli. Non so se per mancanza di idee dell’industria discografica o vera passione.
PRA: chi ci consigli di ascoltare?
-GP: Alfio Antico, tamburellista e tammorra, Rita Botto, bravissima cantante, I Laudari da più di vent’anni nell’area di Catania. Carlo Muratori nell’area Palermitana. E’ sempre questione di gusti…
PRA: hai partecipato al Womad di Palermo
-GP: ho partecipato come Notte della Taranta con Stewart Copeland e come Asteriskos. Però non c’è stato un grande ritorno di immagine, o di scambi con altri festival
PRA: tu hai inventato la zampogna cromatica
-GP: è una elaborazione della zampogna messinese “ciaramedda” fatta con un artigiano del milanese. Amplia l’estensione e l’armonica dello strumento. Mi permette di lavorare su varie tonalità, a differenza dello strumento tradizionale
PRA: Novità per gli Asteriskos?
GP: per ora non ho nuovi pezzi mentre sta nascendo il nuovo lavoro con Faisal, sono più vicino al multietnico
PRA: come si traduce la multietnia nella realtà?
GP: è la stessa domanda che ho fatto al regista del film sull’orchestra di Piazza Vittorio. L’impressione che ho è che ognuno resti ancorato al suo mondo. E’ un problema di persone, soggettivo. Ad esempio con Faisal, arabo laico, i punti di incontro sono il percorso fatto ed i valori che ci accomunano.
PRA ed un aiuto politico da parte die comuni
-GP: non credo più in questa italietta di menzogne, partitica, non ho speranze. L’incontro può avvenire solo tra singoli di un certo tipo. Se hai fondamentalismi alle spalle non può esistere la multiculturalità. Bisogna superare i generi per trovare una sintesi che racchiuda tutti quanti
PRA: un po’ come nella musica tradizionale che non è localismo ma, nelle proprie radici, aprirsi al mondo
GP: esattamente. Anche nella musica tradizionale c’è chi non vuole contaminazioni. Ortodossia e fondamentalismo dai quali è meglio scappare. C’è bisogno di incontrasi, amare.

venerdì 26 ottobre 2007

I PODCASTERS


Allora! Oggi è il giorno del podcast, indetto da PB, Coniglia e Mutanda. Detta così suona bizzarra eh? Comunque complimenti a chi ha avuto l'idea, che mi sembra valida e piena di aspettative per il domani.
Come già detto non ho ancora la possibilità tecnica di sbizzarrirmi a sentire ciò che propone tutto questo nuovo mondo. Sembra banale ricordare radiorock.to, visto che ne faccio parte attiva. Non potendo recensire tre podcast, e riproponendomelo al più presto, avevo pensato di citare i titoli più simpatici. Peò mi sembrava un po' sempliciotta come scelta. Dunque cito tutte le realtà partecipanti a questa giornata. Rimangono a testimonianza ed a stimolo ad ascoltarci intorno.

AizerCast (Rock/Fumetti)
Altrove (Musica/Filosofia)
Amiciamici Podcast (Musica/Attualità)
AngoloCottura (Cucina)
Astronauticast (Astronomia/Ing. Aerospaziale)
CastMusic Caffè (Disco/News)
Chicco’s Podcast (Attualità/News/Opinione)
Cuba Libre (Dance/ Electronic/Umorismo)
Cuccufood (Cucina/Videocast)
DJ Colin Cruz Podcast (Musica Nera)
Extranet Podcast (Interviste/Musica)
GL Como Opencast
HistoryCast (Storia)
Il Nissardo chez Andrea (Musica /Informatica / Cultura)
I misteri di Massimo Polidoro (Scetticismo paranormale)

Immigrazioni Musicali (Musica etnica/News/Cultura)
Itacast (Musica/Italiani all’estero)
Italiancast (Dance/Electronic/Attualità)
Microsmeta Tecnologia (Informatica/Tecnologia)
Nanello Podcast (Musica/Web-Diary)
Nel Garage (Garage Rock/ Punk/ Ska /Cultura)
Night Passage (Musica Jazz)
Notizie Digitali (Radioamatori/News)
Pausa Caffè (Musica/Attualità)
Pendodeliri (Opinione/Attualità)
Piccola Radio dell’Aria (Musica)

Podkasbaht (Podcast dal Marocco)
Pubcast Italia (Musica/Cultura/Umorismo)
Radiografia (Musica /Cultura/Satira)
Radio NK (Umorismo/Attualità)
Radio Pungiglione (Musica/News)
Radiorock.to Podradio (Musica/News/Attualità)
Radio Rubik (Musica/News)

Rock Cast Italia (Rock / News / Cultura)
Roguecast (Musica/Chiacchere)
Scientificast (Scienza / News )
SteterRadio (Musica / Cultura / Cinema)
Storia Greca Podcast (Storia Greca)
Tartaruga Tecnologica (Musica / Informatica)
Tecnica Arcana Podcast (Tecnologia / Informatica)
The Everyday Show with PB (Rock/Metal /Cultura)
The Funny Show (Hip-Hop/ R&B / Cultura)
Vetrina Italia (Podcasting / News)
Vispena Podcast (Musica/Tecnologia)
Vladibox Podcast (Musica/Poesia)

mercoledì 24 ottobre 2007

PODCAST INDIPENDENTI

(pubblicato sul blog di rr.to il 26/10/07)


Questa vita parallela fatta di informazione e musica, proiettata dal WEB per il WEB tramite P.R.A., mi fa arrivare la notizia del primo PODCAST DAY per il 26 ottobre. L'iniziativa è interessante e meritoria. Cade in un momento nel quale si parla di una possibile imminente legge restrittiva delle libertà su internet. Come sappiamo la libertà è un bene da difendere e reinventare ogni giorno. Questi nuovi spazi ne saranno nuova frontiera. Ben venga dunque il podcast day. Al quale però muovo due appunti. Il primo è di natura strettamente personale: non essendo ancora riuscito a smuovere i mari ed i monti necessari a far arrivare una qualsiasi forma di adsl nella mia zona, ho serie difficoltà a recensire i tre podcast richiesti per il 26 ottobre. A fatica riesco a spedire i miei (5/6 ore di upload con conseguente telefono isolato :(((( ). Il secondo riguarda la musica siae e non. Sono d'accordo sul valorizzare forme di diffusione alternative a quella esistente. I limiti della siae li conosciamo tutti, lavoro nella musica da trent'anni (suonati). Tuttavia ci sono realtà musicali piccole e piccolissime anche in casa siae. Piccole etichette che fanno un grande lavoro di ricerca e diffusione. Nuovi e meno nuovi musicisti che si promuovono spedendo i loro lavori a casa nostra. Noi scriviamo sui blog, sui giornali, inseriamo i nostri podcast in tutte le web radio che lo consentono, così come le radio fm. Sono per lo più realtà piccole o locali. Tutto ciò ha la sua dignità, a mio avviso ancora più grande delle autostrade editoriali.
Partecipo quindi al podcast day ma con questo distinguo. Non posso tenere fuori grandi artisti che stannoo anche in casa siae e, finchè non avrò l'adsl, non potrò attingere come vorrei alla musica extra siae.

EVVIVA I PODCAST INDIPENDENTI!!!

lunedì 22 ottobre 2007

LE CANZONI DI P.R.A. VOL.1


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Da domani online il primo podcast stagionale musicale. Poche parole ma tanta musica. Terrae, R. Alloisio, Alexian Spinelli, Sancto Ianne, SOS, Balcan Beat Box, Electric Gipsyland, Danze d'Israele, Asteriscos, Elena Ledda, Quartetto Urbano, solo per citarne alcuni a caso. Gran musicisti e grande musica per immaginare un altro mondo o più semplicemente una vacanza dal frastuono quotidiano. 59min 41MB

lunedì 15 ottobre 2007

ROBERTA ALLOISIO "LENGUA SERPENTINA" GENOVA ED IL MONDO


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Roberta Alloisio, attrice e cantante, eclettica artista genovese, ci introduce nel mondo del suo cd “Lengua Serpentina” dove musica balcanica e mediorientale si fondono con Napoli e De Andrè, dove le fisarmoniche duettano con testi del 1200 in un vero porto musicale. Un cd intenso e vero come traspare anche dalla nostra chiacchierata. Questo ne è un breve riassunto, l'intero audio al link sopra.

-Parlaci di Lengua Serpentina
Una ricerca musicale e sui testi della cultura genovese, ligure che parte dal 1200 con Anonimo Genovese, il nostro Dante Alighieri, fino al 1700/1800.
-Delle grandi poesie
E poi il nostro desiderio, musicalmente, è entrare in contatto con altre culture. Ciò che i genovesi hanno da sempre fatto. Suoni balcanici, mediorientale grazie all’Orchestra Bailam.
-Le tue attività, teatro, musica, recitazione influiscono sulla tua musica?
Direi di si. L’attore vuole “fare arrivare le cose” al pubblico, forse più di un musicista. A volte con la parola è più difficile. Questo crea anche all’estero un impatto emotivo, nonostante la lingua genovese, difficilmente spiegabile.
-Quanto c’entra il porto nella scelta musicale?
Nel passato nel porto a Genova, i prigionieri mussulmani avevano una mensa ed uno spazio dove pregare, immagino che in determinati momenti si sentissero le loro preghiere. I marinai avevano modo di entrare in contatto con queste realtà negli altri porti dove potevano ascoltare canti tanto lontani dai nostri.
-Lengua Serpentina nasce durante un festival internazionale
E vero. A parte il trallallero non esistono molti canti tradizionali genovesi. Abbiamo così deciso di fare qualcosa di nuovo. Io amo le voci femminili come Elena Ledda. Volevo lasciare una forte traccia che riguardasse la nostra terra. E così è nato il progetto con tanta passione.
-Come promuovi il tuo lavoro?
Noi “piccoli” non facciamo gare con i “grandi”, l’importante è portare un pezzettino di qualità e klo facciamo grazie alle nostre conoscenze con l’aiuto della casa discografica, per noi la CNI.
-Hai altri progetti che attui in questo momento ?
Il Qohelèt nasce grazie a Don Gallo, prete di strada, e alla mia collega Carla Perolero . Da qui è nato lo spettacolo dove Don Gallo, molto bravo ed a suo modo, tiene perfettamente la scena.
La Via del Cinque si svolge nei musei davanti a 100 200 persone legati ai quadri esposti, un teatro canzone itinerante.
Indiavolata è con Patrizia Merciai, fisarmonicista molto bella, con pezzi anni ’20 e ’30 molto divertenti.

martedì 9 ottobre 2007

ALEXIAN SPINELLI, ROM, MUSICISTA ED ITALIANO

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Un vulcano in eruzione. Questo è Alexian Santino Spinelli. L’incontro avviene in occasione dell’uscita del suo ultimo cd “Romanò Them- Orizzonte Rom”. Un lavoro complesso e semplice nello stesso istante tanto nei suoni quanto nei testi e nei contenuti scritti sul libretto interno. Complesso nella diversità e vastità culturale e musicale che rappresenta, semplice per la chiarezza dei temi universali trattati.
Persona poliedrica e vitale è stato nominato “ambasciatore d’arte e della cultura romanì nel mondo” dall’organismo che rappresenta le comunità romanés nel mondo all’ONU. Vari premi alla sua musica, Organizza da 14 anni il Festival Internazionale “Amico Rom” (il 27 ottobre l’ultima edizione a Lanciano), in Italia è uscito il suo libro “Baro Romano Drom – la lunga strada dei Rom, Sinti, Manouches e Romanichals” Meltemi Editore.
Il cd offre lo spunto per un piacevole viaggio dentro la storia Rom. Alexian infatti è orgogliosamente Rom, Italiano e Musicista. Ed in più ha una profondo interesse per la religione che traspare nei pezzi. Viene musicato il Padre Nostro, viene ricordata la beatificazione di Zefferino insieme ad altri canti a Dio ed alla Libertà. Tutti i pezzi sono in lingua Romanés tradotti in italiano sul libretto.
Ci saluta subito nella lingua Rom Sastipè ta baxt, saluto ed augurio nel contempo. Appartiene al primo gruppo di Rom approdati nel 1300. Sottolinea quindi l’italianità di chi abita da secoli una terra.
-Ogni comunità Rom ha le sue leggi, è un tassello di un unico grande mosaico fatto da tutte le popolazioni arrivate nel tempo dall’India e dal Pakistan.-
Il pregiudizio è qualcosa che scalda subito il sangue.
- in Italia c’è la mafia ed il terrorismo che non hanno nulla a che vedere con la cultura di Verdi o Rossini, non si può definire l’italiano mafioso o terrorista. Non si può confondere la cultura con aspetti del sociale. Questo accade invece per i Rom dove ogni caso di cronaca viene generalizzato e tutti i Rom sono colpevoli.
- C’è un pregiudizio culturale. Chi vive nelle condizioni dei Rom dei campi vive condizioni di forte disagio, in più non si fa differenza tra chi è appena arrivato dalla Romania o dai Balcani con chi vive in appartamenti da tempo. In ogni fatto negativo viene sottolineata l’appartenenza etnica, spesso errata, come se l’atto di uno debba ricadere su tutto un popolo.
- Purtroppo tutte le manifestazioni belle e positive non hanno la stessa visibilità. Il mio lavoro vuole proprio indicare un'altra cultura Rom.
A proposito del cd ci spiega il suono Rom come sonorità che discendono dall’oriente e dall’occidente. Una sintesi tra culture lontane da parte di un popolo transnazionale e pacifista, senza mai un esercito.
Musiche e culture che meritano una lettura più attenta di quella attuale.

domenica 7 ottobre 2007

MARCIA DELLA PACE


Con lo spirito alla marcia della PACE di oggi. E con una immagine in mente. Una casetta con il tetto sventrato dal fuoco ed i muri forati dai proiettili....

sabato 6 ottobre 2007

PREGIUDIZIO ZINGARO


Nicola B. sul blog di Beppe Grillo scrive:
“Sono un cittadino italiano... sposato con una cittadina rumena! Non sono un razzista!Ho casa in Romania! ho amici in Romania! Ho parenti in Romania! La mia azienda è registrata in Romania! Ho iniziato a lavorare in Romania dal 2002! ne ho viste di tutti i colori li! Mia moglie è rumena! Mia nonna era croata! Ma io sono italiano! I miei figli saranno italiani! Mia moglie è diventata italiana! Dà un contributo anche lei alla mia famiglia... alla mia casa... a questa nazione! Chi non lo merita BASTA! fuori! Fuori da questo Stato! Schengen non è servito a nulla! Non serve a noi italiani o ai tedeschi! Serve solo a questi ad approfittarne per venire qui e fare quello che vogliono!Lottiamo ogni giorno contro la mafia! La povertà! Di problemi in Italia ne abbiamo infiniti! Non siamo neppure noi pronti ad accoglierli! Non possiamo dargli le case! I nostri padri hanno sudato e lavorato per costruire questa nazione! BASTA! Sono di sinistra... ero di sinistra! Ora basta! Fuori il marcio dai nostri confini... dalle nostre carceri... dalle nostre strade!!Benvenuto chi invece ha voglia di lavorare e progredire insieme! VIVA l'ITALIA!"

Un mare di contraddizioni e banalità, del tipo di quelle che si sentono per strada nascoste dall’anonimato. Questo il termometro dell’oggi.

Pochi giorni fa il giovane rom che ha causato la morte di quattro ragazzi investendoli con la sua auto è stato condannato a sei anni e mezzo da scontare in parte in un centro di disintossicazione e riabilitazione dall’alcol, era ubriaco alla guida dopo aver fatto il giro dei bar della zona. Al momento della lettura della sentenza gli amici dei quattro giovani hanno inveito contro di lui con alte urla :”Assassino!” “Sei una merda!” ed altro. Queste urla sono rimaste nelle mie orecchie. Qualcuno potrà dirle urla giustificabili. Io credo faccia confusione. Il PM aveva chiesto anche meno: quattro anni. Il problema, secondo me, è che la legge non considera chi guida ubriaco come un potenziale assassino. Faccio un esempio: se io me ne andassi in giro per la piazza affollata con una pistola a sparare a casaccio un po’ per aria, un po’ per terra, dovrei essere fermato, immobilizzato, condotto in carcere, giudicato velocemente e condannato. Il fatto che io non avessi intenzione di uccidere, sparavo infatti anche in aria, non dovrebbe cambiare il fatto che ho sparato in mezzo alla gente. Che io abbia ucciso o meno non dovrebbe avere importanza perché è legato alla fatalità. Qualcuno che era o meno sulla traiettoria dei miei proiettili. Debbo essere considerato un potenziale assassino, un assassino. Come se guidassi ubriaco. La legge invece non considera l’ubriaco al volante in questi termini. Ecco quindi i quattro o sei anni di reclusione per quattro morti innocenti. Una relazione anni/morti di 1 anno e1/2 a persona. Una bazzecola. La Legge. E poi c’è il Rom. Se al volante ci fosse stato un amico dei ragazzi, la reazione sarebbe stata la stessa? Quei ragazzi urlavano contro quella persona ammantata di diversità o contro la legge? Urlavano contro gli “zingari” come Nicola B., scambiando cause ed effetti, verità e pregiudizi.

mercoledì 3 ottobre 2007

GIANFRANCO MANFREDI DAGLI ZOMBIE A MAGICO VENTO



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Incontriamo Gianfranco Manfredi, cantore degli anni ’70, all’epoca si diceva cantautore, per una doppia occasione. La prima è che sono passati trent’anni dall’uscita del suo LP (quei cosi neri di vinile che venvano chiamati dischi) dal nome “Zombie di tutto il mondo unitevi” e la seconda riguarda la premiazione al Romics, il festival internazionale dei fumetti di Roma dal 4 al 7 ottobre come autore di Magico Vento.
-Quel disco ha girato parecchio sui piatti dei giovani dell’epoca, come hai vissuto quel periodo?
Io raccontavo quello che vedevo e vivevo, non c’erano tematiche particolari. Usavo molta auto ironia anche per tematiche urticanti, il titolo ad esempio ha un’ironia drammatica ed il pezzo ha venature horror, mentre con il brano “Ultimo Mohicano” c’è una ironia sorridente consapevole del fatto che quel movimento era già alla fine: il mohicano con il sampietrino in mano era arrivato tardi alla manifestazione già finita.
-Questi testi pessimisti come erano visti dal Movimento?
La generazione del ’77 era autocritica fino quasi all’autolesionismo, differentemente da quella del ’68. Era lo stesso periodo del Punk in Inghilterra dove si era arrivati alla autodistruzione. Oggi sopravvive la stessa ironia con Caparezza, ad esempio, con la canzone fuori dal tunnel del divertimento, sana antiretorica e critica.
-Ti sei sentito sopravvalutato come cantore di una generazione?
Nel trentennale del ’77 non c’è libro commemorativo dove non ci siano le mie canzoni in ruoli anche centrali. Da un lato mi fa piacere, dall’altro mi disturba un po’. Sono canzoni importanti per quegli anni insieme ad altri cantautori come Lolli e tanti altri, io però ho mantenuto lo spirito settantasettino di sperimentare cose nuove e mi piacerebbe si parlasse più di ciò che faccio oggi piuttosto che di ieri. Gli anni settanta non possono essere sottoposti allo stesso processo di revival che c’è stato per i sessanta.
-Quand’è finito la spirito del ’77?
Già a metà anni settanta. La nostra etichetta milanese infatti si chiamava “Ultima Spiaggia”. Con noi poi c’erano persone che avevano già l’esperienza del ’68,. Fu un’onda molto lunga che non si poteva prolungare. Il pezzo sul Parco Lambro (…E’ l’ultimo spettacolo, non solo della festa, la mia generazione che svuota la sua testa…) lo scrissi appena tornato a casa. Ero talmente agitato che non riuscivo a dormire. All’epoca si poteva andare direttamente in sala di registrazione ed il disco usciva un mese dopo, le case discografiche avevano la capacità di essere calde, stare sul momento. Già negli anni ottanta le cose sono cambiate, dovevi fare un disco ogni due anni ed in quei due anni potevi promuoverlo. La creatività invece vuole che se hai qualcosa da dire puoi rientrare in sala anche una settimana dopo l’uscita dell’album. Questo mi ha allontanato dalla musica anche se ogni tanto ho continuato a far uscire qualcosa.
-Dal tuo sito internet vediamo che ti occupi di cinema, teatro, libri e fumetti. A proposito di questi ultimi ritiri a Roma un premio al ROMICS.
Ti riferisci a “Magico Vento” un fumetto che ho creato e di cui scrivo le sceneggiature. E’ un mensile in edicola da dieci anni, western dalla parte degli indiani, sono già uscite 112 storie. Sto per fare uscire una serie nuova che si chiamerà “Volto Nascosto” una storia italiana della fine dell’ottocento, la prima guerra coloniale italiana in Africa. Una esperienza nuova anche perché si parla di eroi italiani con nomi italiani differentemente dai soliti luoghi e nomi stranieri. Credo siano maturi i tempi per storie con le proprie città. Ad esempio Roma alla fine dell’ottocento può sorprendere un ragazzo che la vive oggi. Domenica Romics premia “Magico Vento”, insieme a Staino, Vincino e musicisti come Guccini. Le fiere del fumetto hanno ripreso a far comunicare settori separati come negli anni settanta.

lunedì 1 ottobre 2007

APPELLO PER LA LIBERTA' LA GIUSTIZIA IN CALABRIA


(pubblicato sul blog radiorock.to)

I blog sono così. Si salta di palo in frasca, sulla base degli interessi personali. Un blog condotto da decine di persone come questo poi, non può avere una linea: ne avrà decine, una opiù per ogni capoccia.
Oggi, ad esempio arriva nelle nostre caselle postali un appello- sottoscrizione partito dalla Calabria ma che vale naturalmente per tutta la società civile.
Ve lo giriamo sapendo che ne farete(mo) buon uso:
To: Società Civile, Istituzioni, Organi d'Informazione
I SOTTOSCRITTI CITTADINI ITALIANI, ED IN PARTICOLARE NOI CALABRESI, in questo particolare momento storico nel quale la regione Calabria si trova drammaticamente stretta nella morsa della Mafia, della Malapolitica e del Malaffare, rivendichiamo il diritto alla Giustizia e alla Legalità e chiediamo con fermezza che si faccia chiarezza negli oscuri intrecci tra politica, affari, massonerie deviate e criminalità organizzata. Esprimiamo pertanto stima e solidarietà senza riserve nei confronti di quanti si stanno impegnando nella lotta al crimine in tutte le sue forme ed estensioni, ed in particolare approviamo e sosteniamo il lavoro dei Magistrati che, per aver avuto il coraggio di portare avanti senza condizionamenti e senza timore indagini che portano direttamente al cuore del sistema delle corruttele calabresi, si ritrovano ad essere quotidianamente oggetto di vergognosi attacchi e di delegittimazioni anche da parte di rappresentanti delle Istituzioni democratiche. Su questa nuova sfida, che non è solo contro i nemici storici della civile convivenza, come la ‘ndrangheta per intenderci, ma contro poteri forti e trasversali che si sono insinuati e propagati dappertutto, nessun cittadino onesto può restare indifferente. Noi rappresentanti della società civile, delle associazioni, del movimentismo, del mondo cooperativistico, del sindacato, dell’università, delle professioni e delle imprese, dei giovani, ci opponiamo con sdegno e con forza ad ogni gratuito attacco teso a delegittimare, con parole o con fatti, l’azione di questi Magistrati coraggiosi, e volendo continuare ad alimentare le speranze di progresso, libertà e democrazia per questa nostra terra, riponiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e nell’impegno di questi Magistrati che incondizionatamente e con equilibrio seguono l’ideale del proprio dovere istituzionale e morale. Primi firmatari: Ass. Calabrialibre, Il Movimento dei ragazzi di Locri “E adesso Ammazzateci tutti” Fare Verde Calabria, Ass. Studenti in Movimento, NPA Nuovo partito d’Azione, Ass. Cult. “Rerum Novarum”
http://www.petitiononline.com/040407rc/petition.html